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La biancheria fiorentina: cosa non può mancare

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Firenze viene da sempre considerata come la culla della cultura italiana: arte, musica, spettacolo e, anche, settore tessile. Questo significa che la biancheria fiorentina ha assunto nel tempo un ruolo leader nella manifattura di oggetti che sono, per la loro bellezza, il top quality nel campo dell’arredamento casa: trapunte, lenzuola, tovaglie ma anche cuscini, canovacci, tendaggi. Cosa però può dirsi immancabile per ciò che riguarda la biancheria che ogni donna deve possedere nel proprio Corredo? Nell’ articolo proveremo a dare degli ottimi spunti a chiunque si accinga all’ acquisto di questi “pezzi” irrinunciabili.

Cosa si intende per biancheria fiorentina?

Con il termine “biancheria” si sta ad indicare la denominazione generica di manufatti di vario tessuto, confezionati per uso personale (b.intima), domestico (lenzuola ,federe, tovaglie, tovaglioli ecc), o per toeletta (asciugamani, accappatoi) ecc. Si fa riferimento a questi dando l’aggettivazione di “bianco” al sostantivo che li indica poichè in passato questi elementi si presentavano tutti in un colore chiaro, tendente appunto al bianco. La dicitura “fiorentina” fa appunto capo a Firenze, luogo per eccellenza culla della manifattura più alta di biancheria.

Cosa si presenta come immancabile?

Nel corredo tradizionale si trovano normalmente i servizi da 12 o, in tempi più recenti, da 6, e sono così composti: per la tavola occorrono due tovaglie eleganti da 12 con relativi tovaglioli. Le tovaglie una volta erano ricamate dalle donne di casa o ereditate dalle ave. Serve il relativo mollettone, in altre parole il panno in flanella o simili, che si mette fra la tovaglia e il tavolo per proteggere quest’ultimo e per non far tintinnare posate, piatti e bottiglie. Per il corredo moderno è difficile avere una tovaglia ricamata a mano e spesso la misura da dodici posti resta inutilizzata a lungo. Sono invece ottime le tovaglie da sei posti, utili per accogliere al meglio amici e genitori, e i set all’ americana. Da avere in cucina: strofinacci di lino e di cotone, due grembiuli di cotone, asciugamani di spugna e presine. Per il corredo moderno andrebbe aggiunto il guanto da forno. Nei bagni servono due set di teli in cotone grandi, medi e piccoli per gli sposi, vari set di asciugamani per viso più quelli per l’ospite in lino, per venire facilmente lavati ed asciugati dopo l’uso. Vanno inoltre considerati i tappetini per il bagno. Nel corredo classico c’è anche la coppia di accappatoi, che diventa obsoleta con l’abitudine delle docce frequenti e veloci, per cui il corredo moderno può farne a meno e compensare con un set di teli. L’ultima area interessata dal corredo di cui andremo a trattare è la camera da letto. Tradizionalmente prevede due cambi di lenzuola matrimoniali composti da lenzuolo nel piano inferiore (con angoli), un lenzuolo di sopra e due o quattro federe per i cuscini. A questa dotazione di base si aggiungono le coperture stagionali: leggere, di lana, trapunta, piumone e copripiumone. Se s’intende fare uso di un corredo più moderno e sostenibile, la coperta di lana (non economica e nemmeno ecologica, bersaglio di tarme, difficile da lavare e soggetta a cattivi odori se tenuta in ambiente umido) può essere sostituita da una coperta calda di fibre sintetiche riciclate. Il piumino ecologico non sarà imbottito di piume, ma di materiali sintetici molto più duraturi. Si può alleggerire il corredo utilizzando i piumini quattro stagioni, piumini sottili abbottonati ad un piumino medio, che usati insieme formano un piumone invernale, mentre separati si usano da settembre a giugno, obbligando al lavaggio del solo copri-piumone.

La manifattura fiorentina per ciò che riguarda la biancheria si presenta davvero come la migliore qualitativamente. Pertanto, anche se c’è da spendere qualcosina in più, è consigliata vivamente per tutti coloro i quali si apprestano all’ acquisto degli elementi utili a realizzare il Corredo sposa.

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