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Il pezzo forte della sposa: la biancheria da corredo ricamata a mano

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Anche il corredo migliore presenta un punto debole che può di sicuro abbassare il valore complessivo dell’intero set. Considerando che, tradizionalmente, il corredo rappresentava una parte importante (se non fondamentale!) della dote della sposa, è importante fare chiarezza.

Di certo i tempi sono cambiati e, ormai da anni, nelle coppie moderne la scelta e la composizione del corredo è un processo che viene affrontato in due. Ma alcune cose non cambiano e resta ancora una discriminante: il modo in cui i pezzi del corredo vengono ricamati.

Ci sono due modalità principali: il ricamo di tipo industriale e il ricamo a mano artigianale. Per quanto possa sembrare strano, la differenza al tatto e alla vista diventa evidente anche per gli occhi non troppo esperti. Basti pensare alle innumerevoli fantasie che un’abile ricamatore artigianale riesce a realizzare su un piccolo fazzoletto di stoffa. La perizia e il valore aggiunto dato dal lavoro manuale non potranno mai essere eguagliate da un ricamo industriale, seppur effettuato in maniera egregia.

Nel primo caso vengono infatti utilizzate delle macchine ricamatrici computerizzate, all’interno delle quali viene caricata una immagine (un file che si definisce vettoriale) che poi viene riportato alla perfezione sul tessuto. Il processo è molto simile alla stampa a ricamo sulle magliette e sui berretti, facilmente replicabile anche nei piccoli negozietti che vendono t-shirt e oggettistica personalizzabile, realizzata in brevissimo tempo.

Nel secondo, invece, i processi di produzione sono più lunghi per ovvi motivi, ma il risultato è incredibilmente diverso.

Il primo passo è la scelta del tessuto, forse la decisione più complicata. Bisogna tener presente il numero di elementi che si vorrà ricamare e la densità della trama del tessuto stesso, soprattutto se il disegno dovrà contenere elementi “esterni” come nastri oppure bottoni o tasche. Dopodiché si passa alla scelta del filo da ricamo. Questo deve essere scelto in base al colore e alla qualità, affinché non si stinga a seguito dei lavaggi ripetuti ai quali per ovvi motivi dovrà andare incontro. Che siano di colore lucido o “matto” (quindi più opaco) dipende solo dall’effetto finale che si vuole raggiungere.

Altro elemento da prendere in considerazione è l’ago da utilizzare. Alcuni aghi hanno la punta arrotondata ed un corpo più spesso, utili per tessuti a trama larga e disegni non troppo dettagliati. Ma un buon ago sottile con punta acuminata rappresenta il top della scelta per un abile ricamatore artigianale. Si passa quindi a sistemare il tessuto in un cerchio da ricamo, così come siamo abituati a vedere nei vecchi film, e alla scelta del disegno da ricamare. Linee semplici e forme replicabili sono il punto di partenza per i ricamatori alle prime armi. Ma con l’esperienza è possibile riprodurre decorazioni molto più complesse con un effetto finale che lascia a bocca aperta.

Dopo aver trasferito il disegno o la decorazione sul tessuto, si passa al ricamo vero e proprio. E’ in questa fase che la pazienza e la maestria artigiana entrano in gioco con tutto il loro peso.

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